Il Sindaco denuncia danni al patrimonio, ma ne è il primo responsabile.

Leggo con stupore che il Sindaco di Acquaviva, indignato per gli atti di vandalismo  hanno interessato la postazione di bike sharing sita in zona ex 167, ha sporto denuncia e commentato “si tratta di un episodio deprecabile che denuncia la mancanza di senso civico e di rispetto verso il patrimonio comunale che appartiene a tutta la nostra comunità: saranno presto accertate le responsabilità e i protagonisti di tali azioni saranno puniti.” Ovviamente lo stupore non è per la sacrosanta denuncia, ma per il suo comportamento, assolutamente incoerente.


Infatti il Sindaco deve spiegare a tutti qualcosa, perché a chiacchiere, questo lo si è capito bene, è proprio bravo, ma in quanto a fatti, ad azioni concrete, sta proprio messo male!
Spieghi ad Acquaviva le azioni che ha intrapreso per ottemperare alla mozione n. 2 del 3/02/2011, proposta dal PDL, ed approvata il 19/04/2011 da tutto il Consiglio Comunale.

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Elenchi, se ve ne è alcuna, quali azioni di PREVENZIONE ha intrapreso.

Elenchi, se ve ne è alcuna,  quali azioni di CONTRASTO ha intrapreso.

O perlomeno  fornisca uno straccio di spiegazione sul perché da oltre un anno non ha sentito la necessità di fare alcunché, mentre adesso biasima comportamenti sui quali il Consiglio Comunale tutto lo aveva messo in guardia.

Sindaco, se non ottemperi neanche ad un atto del Consiglio Comunale ma che ci stai a fare su Palazzo de Mari?

Il PRG serve davvero ad Acquaviva? Dite la vostra!

Secondo i dati Istat riportati da Acquavivalive ” si registrano 7.760  famiglie con un numero medio di componenti pari a 2,7 unità per nucleo; i residenti in convivenza sono, invece, 40. Per quanto attiene le prime informazioni concernenti gli alloggi e gli edifici, la rilevazione ISTAT conta 8.086 abitazioni e 5 alloggi di altro tipo, occupati ugualmente da residenti.”

Alla luce dei dati ISTAT su Acquaviva, pubblicati su Acquavivalive, inerenti le famiglie residenti sul territorio e le unità abitative esistenti, pensate che il PRG (nella sua ultima versione) serva?

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[post in fase di revisione]

Sì alle intercettazioni inutili, ma i ladri stiano pure in libertà!

Sono arrabbiato.

Perchè?

Questa mattina una mia collega è stata borseggiata nella metropolitana di Roma. Le hanno sfilato, con mano sapiente, il cellulare dalla borsetta. Un Samsung S2 nuovo di zecca…

Rassegnata ed agitata ha chiamato il suo operatore telefonico per bloccare la scheda e chiedere spiegazioni circa il blocco dell’apparato tramite la contestuale comunicazione dell’IMEI (numero di serie).

In seguito si è rivolta alla Polizia per sporgere regolare denuncia, chiedendo se fosse possibile attivare una sorta di controllo sui tabulati associati al seriale del cellulare, anche per capire se il malfattore ne stesse facendo uso con un’altra scheda.

Gli operatori della Polizia le hanno detto che sì,  la procedura è consentita, ma solo un magistrato può autorizzarla… Tuttavia, visti gli elevati costi, gli stessi non autorizzano salvo che in eccezionalissimi casi di comprovata gravità, data l’esigua quantità di risorse finanziarie.

La domanda che mi pongo è questa e l’avrete percepita dal titolo di questo post: “ma come diavolo è possibile che si spendono centinaia di milioni di euro all’anno per tenere sotto controllo utenze, verificare presunti reati, spiando a loro insaputa anche persone per bene,  per poi cestinare i quintali di conversazioni inutili, e non si può spendere qualche  euro di tabulati per beccare un ladro certo?”

Il Sindaco Squicciarini si dimetta!

Ma quale triplice elica? Ma quale cronoprogramma? Ma quali alienazioni?

Sindaco: DIMISSIONI!

Spending Review – Una mia proposta

Il Governo è alla ricerca spasmodica di proposte finalizzate a risparmiare.

Cerco di dare il mio contributo con una proposta che credo possa avere interessanti risvolti, anche di carattere culturale e di riqualificazione professionale dei dipententi pubblici. Si tratta incentivare la Pubblica Amministrazione all’utilizzo di software Open Source.

Di certo non scopro qualcosa di nuovo ma, nonostante l’enorme potenziale risparmio, ad oggi poco è stato fatto su questo tema. La proposta è semplice e la sintetizzo così:

Tutte le Pubbliche Amministrazioni di cui all’elenco ISTAT, predispogono un piano finalizzato  a sostituire almeno l’ottanta percento del software da loro utilizzato previo acquisto di licenze d’uso con software open source.

Con i risparmi è costituito un fondo da cui si attinge per la formazione del personale a questo nuovo concetto e, le stazioni appaltanti, per gli affidamenti di questi progetti di formazione,  dovranno privilegiare le società costituite ai sensi dell’articolo 2463-bis del codice civile, ossia le società semplificate a responsabilità limitata che possono essere costituite con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione.

Che ne pensate?

[post in fase di revisione]

Salviamo i nostri Marò. Aderisci all’iniziativa su facebook.

Per protestare contro l’incarcerazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e sino alla liberazione dei nostri due “marò”, non posterò, aggiornerò o cliccherò “mi piace” su Facebook. Condividerò solamente queste poche righe ad oltranza con la speranza che lo facciano milioni di utenti.

In order to protest against the imprisonment of Massimiliano Latorre and Salvatore Girone, from today on and till the release of our two “marò”, I won’t post, update or click “like” on Facebook. I will only share this few lines to the end, hoping millions of users do the same.

Queste righe rappresentano la mia protesta su Facebook, in favore dei nostri militari ingiustamente detenuti in India. Una protesta che, a mio parere, ha un senso. Una protesta che vi invito a condividere.  E vi spiego perché.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone indossano la mimetica. Un tricolore ben in vista sul braccio sinistro ricorda a noi tutti la loro appartenenza all’Italia. Un leone alato, invece, ci rammenta che sono del San Marco. Marò.

Il loro lavoro, per quanto semplice da spiegare, è invece di difficile e pericolosa esecuzione. Infatti, nell’ambito di regolari ed autorizzate missioni antipirateria, a loro spetta vigilare sulla sicurezza del naviglio battente bandiera italiana. Questo fanno. Difendono l’Italia e l’italianità anche fuori dal territorio e dai confini nazionali.

Il punto è che non reclamarne a gran voce la liberazione e non esigere l’esclusiva loro soggezione alle sole leggi italiane, equivale, a mio parere, ad abbandonarli sul campo di battaglia. Equivale ad affermare che oggi chi difende l’Italia, gli italiani e l’italianità, peraltro a costo della vita, non è poi protetto dall’Italia e dagli italiani.

Ecco perché dobbiamo protestare e dimostrare che possiamo sacrificare qualcosa anche noi. Così come Massimiliano e Salvatore stanno sacrificando la loro libertà per noi.

Sacrificare, simbolicamente, l’utilizzo di un social network come Facebook potrà sembrarvi, in prima battuta, inutile. Ma pensateci meglio. Dimostrerete che se Massimiliano e Salvatore (ma è così per tutti i nostri militari) sono  disposti a sacrificare per voi il bene supremo, la Vita, voi siete almeno disposti a compiere per loro un atto simbolico.

E Facebook che di significati simbolici si nutre, potrebbe quindi diventare un eccezionale viatico per un tam tam virtuale che sensibilizzi quasi un miliardo di suoi utenti nel mondo, di cui cinquanta milioni sono indiani.

Per questi motivi vi invito a riflettere e magari ad astenervi da qualsiasi attività su Facebook eccezion fatta per la condivisione del solo messaggio iniziale di questo post.

Ciò detto, potrà anche restare una protesta simbolica ma, aderendovi, sarà come se anche voi aveste sul vostro braccio sinistro un tricolore e sul vostro braccio destro il leone alato di San Marco.

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